La IX edizione della manifestazione dell’ANORC ha avuto quest’anno un’impronta “business oriented”, vedendo come protagoniste imprese che operano nel settore digitale, e l’obiettivo di creare un dialogo costruttivo tra le parti coinvolte nel processo di digitalizzazione nel nostro Paese, ossia gli operatori del settore e le istituzioni.

Negli ultimi anni numerosi provvedimenti normativi di settore sono stati attuati per tentare di soddisfare le esigenze del mercato, iniziative normative quali il Foia, il nuovo Codice degli appalti, il nuovo Cad, sino ad arrivare all’attuazione di Spid o alle ultime novità del processo amministrativo telematico.

Ma il problema dei provvedimenti normativi è la mancanza di coordinamento e omogeneità tra le norme. Andrea Lisi, presidente dell’ANORC, suggerisce tre, semplici ma efficaci, norme da seguire per ovviare a tale aspetto:

  • Semplificare e armonizzare l’attuale normativa primaria sulla digitalizzazione, facendo in modo che ci siano regole comuni per tutti i settori
  • Definire le competenze digitali e formare dei buoni manager per la governante digitale
  • Generare una catena del valore digitale che comporti attenzione al dato, all’informazione e al documento dalla sua formazione sino alla sua conservazione.

Nel cammino verso la digitalizzazione un altro aspetto cui prestare particolarmente attenzione, come suggerito da Mara Mucci, è l’interazione col mondo esterno. La digitalizzazione dei processi non può, infatti, essere confinata solo internamente all’amministrazione, ma deve tradursi in procedure di dialogo che vanno impostate anche con le società partecipate o esterne cui l’amministrazione si rivolge per garantire i suoi servizi.

E ad oggi, come vivono le aziende il percorso verso la digitalizzazione?

Sono interessanti le risposte fornite da Pablo Pellegrini, di SB Italia, e Stefano Zanoli, di Unimatica, che da un lato riconoscono notevoli meriti alla pubblica amministrazione che con la normativa sulla conservazione sostitutiva e sulla fattura elettronica alla PA ha dato un concreto impulso allo sviluppo della digitalizzazione in Italia e che sta spingendo sempre più le aziende a introdurre soluzioni di digitalizzazione e dematerializzazione. Dall’altra però criticano la complessità della normativa in materia di digitalizzazione che richiede l’intervento di organizzazioni come ANORC e AIFAG per la corretta interpretazione del panorama normativo esistente.

Come perseguire l’innovazione digitale?

Chiarificatore è il pensiero di Gianni Penzo Doria, vice Presidente ANORC, “Il futuro digitale è nelle mani dei conservatori accreditati. Essi hanno l’obiettivo di investire continuamente in formazione professionale in grado di viaggiare sullo stesso binario e alla stessa velocità del progresso. Il mondo ha bisogno di cyber-archivist, di privacy officer e di Ict al passo con l’evoluzione dei sistemi documentali e in costante interrelazione fra loro. Difficilmente le amministrazioni pubbliche e le imprese saranno in grado di investire un così alto numero di risorse umane e finanziare in progetti tanto ambiziosi. In fin dei conti, rendere il passato al presente con una proiezione sul futuro non è cosa che tutti possono permettersi”.

Fonte “DIG.eat 2016, Digital Wars:la vendetta dei bit, Maggio 2016”